Un’onda che porta con se la voglia di creare e credere che si possa vivere facendo quello che si ama. Nasce a gennaio 2020 come casa di produzione cinematografica dall’unione di 3 professionisti che condividono intenti, sogni e ambizioni allo scopo di produrre e creare il Cinema che li appassiona.

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Riccardo Fabio Basta – Vecchi ritrovamenti

VECCHI RITROVAMENTI


Anno 2236,nella città di Rikerot, quello che precedentemente era il normale “internet tra le cose” si è evoluto in maniera grandiosa, tanto che tra le abitazioni della gente comune si comunica con il SurfNet. Internet prende letteralmente forma e la frase che veniva utilizzata secoli fa del “navigare in internet” adesso diventa realtà; la gente può scrivere o inviare oggetti fisici a qualcuno utilizzando questo flusso senza alcun rischio, o quasi. La nuova cyber ciurma del capitan Swarm ne va ghiotta di queste cose, piu’ luccicanti sono, piu’ valgono e piu’ loro fanno di tutto per rubarle. Sembra che oggi la fortuna giri dalla loro parte, la vedetta Elife urla dall’albero maestro: “capitano, sembra che dal fortino della città stia partendo qualche cosa, è come un ciondolo, la sua destinazione è il museo storico nazionale!”, dal basso quello che sembra un ragazzo un po’ grassottello risponde: “non vorrai farci arrestare per un inutile relitto del genere!?”, Swarm intervenne: “zitto Alca! Fammi un po’ vedere quello che hai visto, Elife”, lei: ”capitano!”. Swarm osservò l’immagine salvata nel binocolo EX-500 per non troppo tempo; era da tanto che non si lanciavano in un furto così rischioso: “tutti in posizione! Se questa cosa esce dal fortino deve essere sicuramente di valore”. La Sirena d’Argento prese vita, i motori della nave si azionarono insieme emettendo una strana luce bluastra: “capitano, a che potenza devono andare i motori”, “Al massimo Derke!” e la nave sfrecciò sul SurfNet. A questo punto Swarm si avvicinò ad una ragazza, minuta nell’aspetto, ma con occhi spietati: “Kalifa! Prepara la rete, deve essere una cosa semplice e pulita, minimo spreco di energie e, visto che ci sei, avvisa Alca di preparare i cannoni al plasma, non saremo soli”. Kalifa scende giu’ in coperta, velocemente, e tira fuori da un piccolo baule di umile metallo una intricatissima tela, all’inizio piccola, poi piu’ grande, poi sembra rimpicciolire, come se fosse lei a decidere la misura. La rete sembra appiccicosa, trasparente, quasi invisibile: “quanto è stato difficile rubarti, se mi rimettessi a pensare a come abbiamo dovuto eludere la sorveglianza del castello reale, mi darei della pazza! Chissà per cosa la utilizzavano …”, la voce tuonante del capitano riportò alla normalità la ragazza: “Kalifa dove sei! Vai ora!”. Nel mentre la nave si era avvicinata di molto, per ora senza troppo movimento, ma le previsioni di Swarm erano esatte; nel momento in cui Kalifa sporge la rete per recuperare l’oggetto, una raffica di proiettili incomincia a scatenarsi dalla loro destra. “Alca, ora!”, così il ragazzo cominciò svuotare i cannoni al plasma contro la cyber sicurezza, un gruppo di piccoli aereoshuttle pilotato solo da cyborg. La nave si sposta per evitare che Kalifa venga colpita, si gira dal lato senza cannoni e mostra il fianco protetto per dare il tempo ad Alca di ricaricare, Kalifa azzarda nel prendere il ciondolo con la rete ma viene ferita al braccio, perde la presa, Swarm interviene allungando la sciabola ed afferrandola all’ultimo. La rete è sospesa ed immobile, Derke, che dai motori era passato al timone della nave, coglie l’occasione per tagliare la tratta a metà del ciondolo, scopre il lato dei cannoni ed una grossa palla al plasma viene sparata contro una di quelle aereoshuttle, tutto intorno si riempie di un denso fumo nero e la Sirena d’Argento sfreccia verso il quartier generale con il ciondolo impigliato nella rete. Una volta arrivati a quella che sembra una piccola baracca in alluminio nei bassifondi della città, Derke si occupa di posteggiare la nave in un posto sicuro mentre Swarm incomincia a medicare il braccio di Kalifa: “sei stata una stupida, perché lo hai fatto?”, “beh quando hai detto che ci saremmo lanciati in un’altra rapina hai sorriso, era da tanto che non lo facevi e io non volevo deluderti”. Intanto Alca ha
recuperato il ciondolo dalla rete che per fortuna non si è danneggiata: “Visto? Piu’ che un ciondolo sembra un inutile medaglione, che perdita di tempo!”, mentre Alca sta parlando, Elife per sbaglio lo colpisce con alcuni pezzi di ricambio, il medaglione cade a terra e si rompe esattamente a metà, rivelando un interessante contenuto. Swarm si avvicina e nota che al suo interno c’era nascosto un pezzo di carta ripiegato in quattro; aprendolo Swarm legge – domani ore 11:30 pezzo old tech, massima importanza -. Confuso, il capitano chiede consiglio a Derke che nel mentre li aveva raggiunti: “Derke, di che cosa si tratta questa old tech?” lui, con la faccia un po’ spazientita si rivolge al capitano: “molto probabilmente hanno trovato uno dei cimeli della Old Tech Era; dopo la Grande Epurazione che è stata compiuta dalla ex U.R.S.S. intorno al 2031, la stragrande maggioranza della popolazione è stata immediatamente eliminata perché non rispettavano i regimi dell’epoca, e per evitare una rinascita dalle loro idee, hanno obliterato tutti i beni che avevano. Questi tipi di cimeli sono estremamente rari da trovare, alcuni possono essere ancora utilizzati se in mani esperte”. Dopo una lunga riflessione Swarm tuonò: “bene, allora lo prenderemo noi. Non mi sono mai interessato a questa cosa old tech, ma c’è sempre una prima volta giusto?”. Kalifa, prontamente si alza tutta sorridente: “si, mio capitano!”, Alca, sbuffando si allontana: “ok, ho capito come andranno le cose. Vado a sistemare l’armeria”. Derke ed Elife si scambiano un’occhiata d’intesa e vanno a preparare la nave. Swarm si avvicina a Kalifa: “grazie, ora preparati che domani ho bisogno di tutti al meglio”. La notte passa tranquilla e il cielo sembra quasi far trapelare la costellazione dei gemelli, quasi augurando buona fortuna. L’alba sorge presto sulla ciurma ed Swarm è il primo che sveglia gli altri, ordinando di preparare la nave per la partenza: “bene ciurma, è arrivato il grande giorno, qualcuno ha già in mente un piano?”, quasi come se fosse una domanda scontata, rispondono tutti in coro: “secondo te abbiamo mai avuto un piano?”, ma Alca aggiunge: “io ho comunque preparato delle miscele molto particolari, piu’ tardi te le mostrerò”. Avvicinandosi alle 11:30 segnate sul foglio, la Sirena d’Argento si prepara ad agire, dall’alto Elife: “ragazzi, dal fortino sembra che stia partendo qualcosa e questa volta non hanno risparmiato cyborg”, l’aria sulla nave comincia pian piano a caricarsi di tensione, quasi elettrizzarsi per questa folle e pericolosa rapina che stanno per compiere. Alca si avvicina ai cannoni contento, con un sorriso malizioso sul viso, mentre Kalifa e Swarm si preparano a stendere la rete. Senza neanche avvicinarsi troppo, gli aereoshuttle li notarono subito e partono immediatamente all’inseguimento della Sirena d’Argento incominciando a sparare a raffica; Derke si posiziona di fronte a loro per poi frenare bruscamente, gli aereoshuttle frenano a malapena ed appena si avvicinano ai motori della nave Derke riparte al massimo, bruciando le aereoshuttle, ma non tutte. Derke riprende in mano i comandi per andare a recuperare l’oggetto, sono quasi arrivati e sembra che abbiano seminato i cyborg, così incominciano a stendere la rete, ma troppo presto. Una delle ultime due aereoshuttle, la piu’ piccola delle due, spara una seconda raffica di proiettili, Kalifa e Swarm si guardano, sembrano indenni, ma non la rete che incomincia a squarciarsi pian piano, cadendo dalla nave e lasciando nelle mani dei due soltanto dei piccolo pezzetti. A questo punto c’è bisogno di misure drastiche, Alca dai cannoni urla: “Kalifa, ricordi quello che devi fare, vero? Ora ti copro io”, gli altri tre, confusi vedono Kalifa correre nel magazzino, ma vengono subito distratti da una delle ultime invenzioni di Alca; quella che sembra una piccola palla di cannone viene sparata al centro delle due aereoshuttle, la palla si apre rivelando un piccolo nucleo verde estremamente magnetico,
tanto che i due aereoshuttle collidono, quello piu’ piccolo viene distrutto nello scontro e l’altro cade a terra, alzando un enorme fumo nero. Kalifa intanto si sporge dal bordo della nave con una nera corda elastica legata alla caviglia: “prendetemi!”. Swarm ed Elife sbiancano vedendo Kalifa lanciarsi giu’ dalla nave e corrono ad afferrare la fune. Come il bungee jumping, Kalifa si lancia a capofitto per prendere una piccola scatola marroncina e, di scatto, Elife e Swarm dalla nave tirano con forza la corda, riportando con non poca difficoltà Kalifa a bordo. Immediatamente Derke si allontana in direzione del loro quartier generale, Swarm intanto prende per un braccio Kalifa e va furioso da Alca: “davvero?”, Alca maneggia con cura le palle di cannone al plasma rimaste e si gira verso Swarm, molto sudato: “davvero cosa? Abbiamo preso il pacchetto, è andato tutto bene no?”, “no che non va bene, la cosa che mi fa piu’ arrabbiare non è tanto il gesto quasi suicida di Kalifa o le tue strane invenzioni, ma il fatto che nessuno mi abbia detto nulla, avete agito alle mie spalle ed alle spalle dei vostri compagni, completamente inconsapevoli”. Dopo essersi sfogato, Swarm sembra calmarsi un po’, dimenticandosi completamente di quello che hanno preso e passando in silenzio il resto della tratta prima di arrivare alla base. Appena sbarcati, con uno sguardo complice, Alca e Kalifa urlano agli altri: “chi vuole vedere cosa abbiamo preso!?”, come ritornando nel presente, Swarm, insieme agli altri, si precipitano a vedere cosa c’è dentro questo pacchettino. Elife lo afferra per prima e lo apre davanti a tutti, al suo interno c’è un piccolo dispositivo elettronico, tutti guardano con sguardo interrogatorio Derke che, con faccia scocciata spiega: “è un piccolo device di accumulo memoria del 2028 circa, veniva utilizzato quando bisognava fornire delle informazioni private o segrete”. Quando Derke prende in mano l’oggetto, si illumina con una luce debolissima, rivelando quelle che sembrano formule, appunti e progetti, ma c’è una scritta che sembra spiccare piu’ delle altre ….. Fat Man 2

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