Un’onda che porta con se la voglia di creare e credere che si possa vivere facendo quello che si ama. Nasce a gennaio 2020 come casa di produzione cinematografica dall’unione di 3 professionisti che condividono intenti, sogni e ambizioni allo scopo di produrre e creare il Cinema che li appassiona.

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Sara Panebianco e Emma Vittoria Vandi – Il mistero delle piante

Era una piovosa giornata nel cuore di marzo, tipica di questo mese, le nuvole dominavano nel cielo, la pioggia ticchettava sonora contro le finestre delle case di Parigi. Mancavano solo pochi instanti al suono della campanella, la tensione era palpabile tra gli studenti come un serpente che attende con ansia la sua preda, DRIN-DRIN eccoli varcare il maestoso portone principale della Volteire Licè. Quel giorno, che ci crediate o no, erano tutti molto eccitati all’idea di uscire da scuola, non solo per il fatto di aver concluso quella giornata che sembrava interminabile, ma anche perché in fondo al viottolo che separava la strada dalla scuola si erano stabiliti due goffi signori sulla cinquantina che offrivano piante di azalea a chi si fermava ad ammirarle. La prima a precipitarsi da loro fu Brenda, una ragazzina di 15 anni dai capelli color nocciola che si estendevano con i loro ricci fino alle spalle e che facevano distogliere lo sguardo dal suo naso adunco ed ai suoi occhi a mandorla. Nonostante la circondassero parecchi studenti, anche Grace raggiunse lo stand; nessuno avrebbe creduto che fosse una quattordicenne, i suoi capelli biondi tendenti al rosso che si sposavano con il colore dei suoi occhiali la facevano sembrare più grande e più matura di quanto lo fosse nella realtà. Ad arrivare ultimo fu Noah, un ragazzino di quindici anni dai capelli castano chiaro e dagli occhi che lo distinguevano dagli altri: erano infatti di colore differente, uno verde e uno azzurro. Una volta giunti allo stand, i tre ragazzi ricevettero la piantina. I goffi uomini infatti apprezzarono le loro caratteristiche: Noah era infatti il nipote di Alfred, suo zio, Grace, era proprietaria di uno sphynx, un gatto a pelo corto di nome Fusty che proveniva da Bestramork un luogo di cui i due uomini volevano avere informazioni per i loro trascorsi con Alfred. Brenda aveva il padre astronauta che precedentemente aveva avvistato Bestramork inconsapevolmente. Il giorno seguente dopo essere usciti da scuola si piombarono direttamente sulle loro azalee e notarono che, se esposto al sole il contenitore di plastica rivelava una scritta (Boulevard du Sarrau 54 quand lesoleil trahit la lune avec la pluie)
Via Sarrau 54 quando il sole tradisce la luna con la pioggia.


Ci vollero diverse settimane prima che la pioggia si unisse al sole. Grace, Brenda e Noah notarono subito un cambiamento nel cielo, e decisero di avviarsi verso il luogo prestabilito. Ebbero la fortuna di non essere notati da nessuno durante il loro tragitto. Esitarono prima di imboccare la via quando notarono la scritta trasandata Boulevard du Sarrau. Giunti davanti al portone del grande grattacielo fecero per aprirlo e si ritrovarono davanti due goffi signori che con movimenti rapidi, senza dar loro il tempo di reagire lo avvolsero all’interno dei sacchi di juta. Dopo diversi minuti si ritrovarono all’interno di un razzo e mentre si guardavano sconcertati a vicenda udirono le voci dei due briganti che, parlottavano tra di loro. Basandosi su ciò che dicevano riuscirono a capire che i loro nomi erano Pedro e Nando. Ad un certo punto udirono una sorta di count down che li fece trasalire e un’espressione di paura e ansia si dipinse sui loro volti 5…4…3…2…1 sentirono vibrare il pavimento sottostante. A preoccuparli di più fu l’arrivo di un frastuono, sinistro e assordante e vedere dall’unica finestra presente la città allontanarsi sotto i loro piedi.

Dopo diverse settimane di dura sopravvivenza passate a sfamarsi con il poco cibo donatogli dai briganti iniziarono a fluttuare per la navicella. Approfittando di questi momenti liberi senza nulla da dover fare decisero di conoscersi meglio, anche se contro la volontà dei loro caratteri timidi. Non fecero in tempo a sapere qualcosa in più degli altri perché, a sorprenderli fu il rumore opposto a quello che avevano sentito alla partenza. Erano atterrati a Bestramork!, un luogo pieno di verde e di animaletti color fucsia intenso a forma di palline da tennis che all’ apparenza sembravano docili, anche se non lo erano dato che sputavano inchiostro. Erano impegnati a osservare le meraviglie che si erano presentate davanti a loro, quando, a sorprenderli ancora di più fu l’arrivo di un uomo goffo e stanco di nome Alfred dall’ aria trasandata che si presentò ai ragazzi come lo zio di Noah . Inizialmente i tre non ci credettero, anche se, dopo aver ascoltato l’avvincente storia su di lui e sui briganti ebbero la conferma che quello che diceva era vero. I quattro amici si avviarono verso la navicella per tornare a casa, quando si accorsero che un pezzo dell’ala era danneggiata. Brenda, abile in questo campo, provò ad aggiustarla con successo, anche se, una volta saliti sul razzo partirono senza sapere che il modo in cui l’aveva aggiustato aveva aumentato la possibilità di rimanere nello spazio. La domanda che ci poniamo tutti è se riusciranno a tornare a casa.

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