Un’onda che porta con se la voglia di creare e credere che si possa vivere facendo quello che si ama. Nasce a gennaio 2020 come casa di produzione cinematografica dall’unione di 3 professionisti che condividono intenti, sogni e ambizioni allo scopo di produrre e creare il Cinema che li appassiona.

In. Fb.

Giulia Tavelli – Drapos e il suo miniumano

 Tutti ,e forse anche voi, pensano che i draghi siano sempre cattivi. Sì, BRUTTI ECATTIVI.Allora non è così? Beh,se è così,e credo che lo sia, vi presento Drapos il drago rosso e se questo nome non vi è familiare, forse è meglio che vi raccontila sua storia.

Luch, il migliore amico di Drapos,si avvicinava alla grotta dell’amicocon un cervo morto in bocca –Non ti porterò il cibo per sempre,non sai cacciare neanche un bambino! –Disse Luch il drago nero –MA NEANCHE PER SOGNO!Ibambini sono carini e non si mangiano!!!!!!!! –Rispose Drapos mentre si ingoiava il cervo che Luch aveva portatoper lui.

Per sbaglio il drago rosso sbatté contro una roccia nella grotta e cadde un album fotografico che si aprì,mostrando una fotografiain cui Drapos veniva coccolato da un bambino di 3 anni.

-E quello chi è?-Disse Luch stupito.

–Ora ricordo! Un giorno il mio uovo è rotolato via dal nido, un bimbo l’ha trovato e mi ha accudito.E’per questo che non so nemmeno mordere  una formica o schiacciare un verme!- Disse Drapos -Devo trovarlo non mi interessa se la città è a 1000 Km da quì, io devo trovarlo!!!–

Così fece provviste e partì un po’ impaurito – Non ti lascio mica andare da solo! – Lo raggiunse Luch.

E così partirono. Nuotarono per mari, corsero sullo sterrato, camminarono per campi abbandonati e dormirono nelle grotte sui ghiacciai…

Quando ecco la città di centauri.

-E ora che si fa? –Chiese Drapos.

-Di sicuro non chiediamo informazioni su chi non sappiamo neanche il nome –Rispose Luch asciugandosi la fronte,

quando all’improvviso Drapos rimpicciolì. Ma non di 1, 2 o 3 cm ma di ben 3 metri!

“Dovevo immaginarlo!Se chi ha cresciuto un drago a  un certo punto se lo dimentica il drago da lui cresciuto rimpicciolisce fin che non scompare!!! Dobbiamo fare presto!-Urlò Luch.

Tirò fuori da sotto l’ala la vecchia fotografia e si diressero alla prima locanda per chiedere se qualcuno riconoscesse il bambino.

Il barista, un centauro dal pelo biondocon gli zoccoli lucenti ,gli occhie la linguada serpente, disse di non conoscerlo  ma di andare alla locanda di fronte perché lì c’era qualcuno che aveva avuto a che fare con degli umani qualche  anno prima. Forse li avrebbe aiutati.

La locanda di frontesi chiamava ”La noce spaccata”. Ora che era piccolo Drapos entròsenza difficoltà mentre Luch dovette aspettare fuori un po’ imbronciato.

La locanda era molto elegante, i divanetti erano in preziosa seta e tutto era di colore rosso e nero. C’era quella terribile puzza che i centauri chiamano “delicato profumo”.

Il barista sembrava fatto di cartoncino e aveva la pelliccia rossastra. Accolse Drapos affabilmente, come se fosse un suo caro amico:” Ciao caro, è da tanto tempo che non ci si vede! Ti devi essere spaventato quando i cacciatori sono entrati nella grotta e hanno portato via Tom.  Come te la passi?”

All’improvviso Drapos si ricordò tutto. Tom, ecco come si chiamava il bambino!! Lo aveva cresciuto nascosto in una piccola grotta nella foresta dei Draghi. Lontano dalla città. Per proteggerlo, faceva ogni giorno tanta strada solo per lui!

Ma un giorno era arrivato in compagnia di due mezzi-uomini. Drapos non si fidava di loro ma Tomgli disse di non avere paura che erano amici. Qualeerrore! Avvisarono i cacciatori di Draghi che entrarono nella grotta e portarono via Tom. Drapos riuscì a scappare appena in tempo, corse nella foresta dove trovò Luch che diventò il suo unico amico.

Ora era tutto più chiaro!

“Sai dov’è ora Tom?”

“purtroppo non qui! E per trovalo dovrai anche collaborare con i mezzi-uomini.Ecco l’indirizzo a cui puoi trovarli“ disse porgendogli un biglietto.

Drapos rispose “NOOOOOOOOOO tutto ma i mezzi-uomini NO!Non se ne parla neanche!!!!  ma… va benedai”

Stava per uscire ma poi disse “Ma aspetta.. tu come fai a sapere chi sono??”

“Tomveniva sempre qui a trovarmi.. da dove pensi che venissero quei deliziosi manicaretti che ti portava? Eri il nostro segreto!”

Drapos sorrise al centauro ed usci.

Fuori lo aspettava Luch ancora imbronciato

Drapos lo prese in giro “Dai, ormai sono piccolo, perché non mi prendi in braccio?” e gli volò sulla spalla

Luch però lo fece scendere dicendo “Non se ne parla neanche! Non scherzare! Hai scoperto qualcosa?”

“Sìma sappi che dovremo collaborare con i mezzi-uomini ☹ “

“Allora preferisco non saperlo!!” rispose Luch con una faccia disgustata

“Ma non vorrai abbandonare qui un piccoletto come me?!”

I due amici scoppiarono a ridere!

Non avevano ancora finito quando ecco spuntare dei cacciatori di draghi! Erano 10, armati di reti, lance e pistole ghiaccianti per spegnere il fuoco dei draghi

“Scappa Drapos, li trattengo io!”

Drapos scappò più veloce che potè e senza accorgersene arrivò alla città degli unicorni. Spaventato e preoccupato per Luch, si nascose tra l’immondizia. Quando ecco che rimpicciolì ancora.. ormai era alto 40cm.. non c’era molto tempo..

“Etu cosa saresti? un drago nano??” disse una voce lì vicino.

Drapos vide un piccolo branco di cuccioli di unicorno. Erano tutti bianchi con qualche sfumatura azzurra e con i piccoli corni rosa confetto.

“Un drago nano!? Chi,io !? Guardati te, capra dal solo corno !!! “

I cuccioli non lo ascoltarono neanche,lo misero in una gabbia per cricetie corsero dalla maestra per fare il “mostra e racconta”.. sarebbero rimasti tutti a bocca aperta vedendo il loro drago nano!

CosìDrapos si ritrovò su una cattedra davanti a 20 unicorniciattoli disgustosi che lo guardavano con grandi occhi e dicevano sciocchezze su di lui del tipo “il suo cibo preferito è frullato di asparagi e buccia di patate”,“sa sputare arcobaleni” oppurecheè fifone come un coniglio ed èper questo  che è piccolino .

Questo era troppo!! Lui fifone? Iniziò a sputare fuoco, sciolse le sbarre della gabbia e volò via.

Non era scappato da più di qualche ora quando si accorse di trovarsi davanti allacasa con lo stesso indirizzo del biglietto che gli aveva dato il centauro della locanda .

”Dovrò entrare di nascosto..”pensò

Suonò il campanello e senza che i mezzi-uominise ne accorgessero sgattaiolò dentrononappena la porta fu aperta.

L’interno della casa era buio e cupo, con luci rosse qua e là che davano la sensazione di essere in un mondo di lava. Il pavimento era inossidiana e le porte viola  parevano viscide. Sulle pareti rosseerano appesiquadri di mostri con bocche aperte pronti a mordere con i loro denti affilati. Ovunque c’erano mezzi-uomini. Drapos aprìvelocemente una porta ed entrò. Sesembravano tanti i mezzi-uomini della prima stanza  ora erano proprio una miriade!! “ e io dovrei collaborare con loro??” pensò terrorizzato.Siappoggiò alla paretemacon la coda fece cadere un libro di incantesimi. Per fortuna nessuno lo notò. Tranne uno,che si girò di scatto e urlò “ Un drago! Un drago! Acciuffiamo quella lucertola con le ali”

“ v -v-voi  mi avete po-portato via Tom e i-io vorrei pa-parlarne con il vo-vostro capo“ Disse Drapos sudando freddo

“e allora ti porteremo nella sua sala “ disse una voce stridula.

Una volta arrivato nella grande sala rimase stupito anzi stupitissimo quando vide che in una gabbia c’era qualcuno di familiare.

“ LUCH!!!” Urlò Drapos così felice che più felice non lo era mai stato .

“Se lo vuoi rivedere dovrai portarci lo scettro del potere che si trova nella città degli umani. Con quello tutti i Draghi saranno in nostro potere!!!!”                  

Drapos partì e trovò la grande città degli uomini. Mentre volava vide un ragazzino con i capelli biondi ,gli occhi marronied una barretta di cioccolato in mano. Il drago non aveva dubbi: ”Tom!!!” appena il ragazzo lo guardò iniziò a crescere, crescere, crescere fino a tornare alle sue dimensioni reali. I due si abbracciarono come si possono abbracciare solo due migliori amici dopo anni che non si vedono, ma poi Drapos spiegò all’amico: ”devi aiutarmi, i mezzi uomini hanno rapitoil mio amicoLuch, vogliono lo scettro del potere per liberarlo!”

“non preoccuparti, ho un piano!”

Tom costruì un modellino dello scettro,liberarono Luch e vissero tutti insieme felici e contenti. Lo stesso non si può dire per i mezzi-uomini di cuisi udì solo un grido : “NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!”

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