Un’onda che porta con se la voglia di creare e credere che si possa vivere facendo quello che si ama. Nasce a gennaio 2020 come casa di produzione cinematografica dall’unione di 3 professionisti che condividono intenti, sogni e ambizioni allo scopo di produrre e creare il Cinema che li appassiona.

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Clara Ruin e Emma Baccaglini – Una storia come tante

Una storia come tante

-I signori Trevis avevano tre figli: Federico 9 anni, Matilde 3 e Eleonora 12,e  stavano tranquillamente giocando sul tappeto….

A sera tardi Eleonora si diresse verso camera sua(che condivideva con il fratello)e si lanciò sul letto, le sue lunghe code rosse erano tutte scompigliate, i suoi occhiali oro perfettamente puliti e la sua splendida uniforme scolastica….beh..poteva essere messa meglio. Sprofondò nel materasso e si addormentò in breve tempo cadendo in un sonno pesante. Alla mattina scattò in piedi, infilò le ciabatte e scese in cucina per fare colazione,quando la mamma le disse:- ieri era il tuo compleanno, e la zia Giorgia ti ha fatto uno splendido regalo- La ragazza aggiunse:- a si? e che cos’è ?- il signor Trevis rispose:- Vai a vedere, è in salotto- Subito Eleonora corse in salotto, c’era un enorme pacco avvolto in carta da regalo e un biglietto con su scritto: per una persona speciale un regalo speciale. :- Le solite smancerie della zia- Bofonchiò Eleonora, subito scartò tutta la carta e ne uscì una meravigliosa bicicletta blu notte:- Wow! La voglio subito provare!- La ragazza corse in camera e si vestì come il giorno precedente, poi scese di corsa le scale mentre si legava con due fiocchetti le lunghe code scarlatte. Afferrò i manici della bicicletta e la portò fuori, fece per salirci ma….:- Vengo con te!- Federico era sgattaiolato dalla porta scompigliandosi  tutti i neri capelli, tutto l’entusiasmo di Eleonora si perse in uno sbuffo e con aria depressa rispose:- E va bene, però mi segui correndo- Fece una risata e saltò in sella, iniziò a pedalare più’ forte che poteva mentre il fratello provava a raggiungerla correndo con la lingua a penzoloni, mentre andava Eleonora vide che nella bici c’erano 6 marce: 1, 2, 3, 4,…. 6 tra la quarta e la sesta non c’era il 5 ma una stella blu come la bicicletta, intanto Federico la stava raggiungendo, così la ragazza cambiò la marcia che finì sulla stellina, il fratello si aggrappò alla sella e………..SBANG!! la bici fece un volo roteando per aria catapultando i due fratelli a terra:- Ahia ! Penso di essermi slogata una caviglia. Federico, vai a recuperare la bicicletta…Federico..Federico!- Il bambino non la stava ascoltando, fissava qualcos’altro :- Che cosa guardi?- Domandò Eleonora reggendosi in piedi a stento per via della caviglia malandata, subito alzò lo sguardo e vide….un enorme albero illuminato dal sole :- Non è stranissimo?- Chiese Federico sbalordito, i due si avvicinarono di più’ all’albero e con una mano diedero dei colpetti al tronco e…….era come se il tronco li avesse risucchiati e spediti in uno strano posto,era uno spiazzo d’erba con diversi alberi ai lati, un luogo all’ombra ma in alcuni punti illuminato da deboli raggi di sole. A bocca aperta si fecero strada e, tra lamenti di Eleonora, scorsero fra alcuni spini delle…delle….sembravano sottilissime canne di bambù, ma molto sottili e di colore giallo crema. Si fecero un po’ più’ avanti e di quelle strane canne ne videro una piccola e illuminata foresta :- Ma …dove siamo?- Domandò esterrefatto il fratello:- Non ne ho idea- Rispose la sorella guardandosi attorno:- Ciao! Mi chiamo Gianfranco, voi chi siete? Non importa andate pure in giro- Un vecchietto dall’aria allegra si era avvicinato a loro saltellando e, dicendo queste parole con molta fretta, li spinse tra le canne. I due, mentre camminavano, sentirono uno strano rumore di svolazzi. A stento oltrepassarono un altro breve tratto della foresta e videro……..dei libri con le copertine in cuoio che volavano! Ma questa non era l’unica cosa strabiliante,c’erano due ragazze: una avrà avuto la stessa età di Eleonora, aveva i capelli legati in due codini castani chiari, un paio di occhiali neri da lettura, l’altra era più’ alta, aveva lunghi capelli castani scuri e sciolti. Entrambe indossavano una sontuosa uniforme scolastica con delle targhette che indicavano i loro nomi: si chiamavano Camilla, la più bassa e Sofia. Tutte e due reggevano tra le mani una canna e,….. bastonavano i libri facendoli cadere a terra!:- Che state facendo?- Furono le parole che uscirono dalla bocca di Federico. – Li prendiamo-esclamarono in coro, mentre Camilla si sbracciava per colpirne uno molto grosso. I due fratelli non erano mai stati tanto sbalorditi; ben presto quel posto si rivelò un piccolo posto magico e incantato. Scoprirono penne che scrivevano da sole, le piante talvolta parlavano e il vecchio Gianfranco era diventato un loro grande amico. Ogni sera raccontava loro le sue avventure di quando era piccino e i due fratelli e le due ragazze ascoltavano a bocca aperta. Un giorno, tutta la gioia si perse in una chiacchierata:- Oh ciao Eleonora, sei venuta allora, ti devo parlare- Gianfranco ed Eleonora si erano nascosti fra le Canne e si guardavano intorno controllando che nessuno fosse nei paraggi ma..non si erano accorti che Federico, da dietro un albero, origliava il loro discorso..:- E’ una cosa molto urgente…proprio ieri… mi sono ritrovato questa lettera sul letto- Il vecchio porse una busta verde contornata di ortiche con scritto: per il signor Gianfranco dalla suprema Corona. La ragazza fece per afferrarla, ma si punse con le ortiche che ornavano la busta:- oh, metti questi!- e le porse dei guanti che Eleonora non esitò a indossare. La ragazza, con espressione seria, aprì la busta e ne lesse il contenuto: Ciao Eleonora! Sospettavo che saresti stata tu a leggere la lettera, non mi sorprende. Immagino già che ficcanaso che sei…ma andiamo avanti, voglio un incontro con te stanotte all’una esatta, nella foresta buia. Gli occhi di Eleonora si dilatarono dallo stupore, le lunghe code di capelli fiammanti si afflosciarono:- Non ci andrai vero?- Chiese preoccupato il vecchio. La ragazza non aveva la minima idea di chi le aveva mandato la lettera, ma sapeva dove si trovava la foresta buia:- Eccome se ci andrò!- Rispose stringendo i pugni e gettò a terra la lettera. il fratello, che stava ascoltando tutto, svenne e cadde a terra. Quella sera Eleonora si armò di un libro magico in cui erano contenuti tutti i segreti della foresta buia e si avviò. Giunse davanti all’ingresso di una foresta tutta buia piena zeppa di ortiche e rovi.  Si addentrò fra gli alberi, quando dietro di lei sentì un ramoscello spezzarsi:- Eleonora vengo con te- Era la voce di Federico. La ragazza non ci fece neanche caso e non gli rispose. Andò ancora più avanti ancora, quando una immensa luce verde le si spalancò davanti. Una donna con la pelle completamente verde, che fra le mani reggeva una sfera del suo stesso colore, fissava i ragazzi con un lungo sorriso inquietante:- Oh, eccovi, mi presento. Mi chiamo Corona- Eleonora non sapeva che fare nè cosa dire, infatti fu Federico a trovare il coraggio di parlare:- E si può sapere che diamine saresti?-. La sorella gli diede una gomitata sulla pancia e Corona si mise a ridere:- io, beh, una volta, quando avevo 10 anni , ero una bambina normale ovviamente. Trovai questo posto grazie ad una bicicletta..- Eleonora stava per parlare quando il fratello la fermò-Trovai il vecchio Gianfranco, che allora non era tanto vecchio….- Proseguì la donna:- Toccai una di quelle strambe canne e quest’ultima diventò verde e iniziò a contagiare le altre, così quel vecchio mi cacciò e io mi rifugiai in questa foresta facendola diventare il mio regno- -Non è molto bello come regno- ridacchiò Federico: – E mi ero chiesta chi mai sarebbe venuto a conoscenza di questo mondo e se sarebbe venuto quì da me, o da quelle stupide ragazzine- -Vai al punto- Eleonora si stava letteralmente annoiando di tutta quella ramanzina:- oh ma perché? Non c’è mica fretta, ma se proprio proprio volete arrivo

al punto. Vedete, nel mio piccolo regno non c’è neanche un suddito, e..– Scordatelo subito che io vengo ad abitare in questo sudiciume- Disse Federico scuotendo il capo– Oh, no tranquilli, voi mi servite solo per un attimo- In quel preciso istante Camilla e Sofia spuntarono da dietro gridando:- Ferma!- Ma era troppo tardi, Corona aveva lanciato la sfera contro i ragazzi e tutti e quattro svennero. Al loro risveglio non  pareva loro vero; tutti e quattro si erano clonati!! C’erano due Camilla, due Sofia, due Eleonora e due Federico. Erano uguali! I cloni delle due ragazze afferrarono per le braccia Eleonora. E questa iniziò a dimenarsi, quando da dietro, Camilla e Sofia apparvero alle loro spalle e con un grosso bastone colpirono i loro stessi cloni stordendoli. La donna verde scoppiò in una risata forzata, quando le due ragazze (vere non i cloni)esclamarono:- Eleonora apri il libro!- La ragazza lo aprì all’istante e il libro in automatico si aprì alla pagina intitolata: Come sconfiggere dei cloni e Corona. Bisogna distruggere la sfera verde. Come si distruggeva la sfera verde? Nessuno dei quattro ragazzi lo sapeva, quando Eleonora corse a gattoni verso la sfera verde che era caduta a terra, ma il suo clone le si piazzò davanti e il clone di Sofia dietro, mentre  quello di Camilla le strappò dalle mani la sfera. Federico a sua volta la riprese e la  lanciò a Sofia che la porse a Eleonora, quest’ultima prese il grande libro che aveva in mano e diede un grosso colpo con esso sulla sfera, si frantumò in mille pezzi. Così iniziò una battaglia tra le persone reali e i loro stessi cloni. Dopo circa mezz’ora passata a menarsi, i cloni, ormai troppo deboli caddero a terra pietrificati. Corona, con un potere manuale creò un’altra sfera, ma Eleonora le afferrò il braccio dicendo tranquillamente a bassa voce:- Scacco matto- Federico diede una gomitata alla sfera, la quale cadde rotolando verso Sofia e Camilla. Le due ragazze si scambiarono un sorriso e con un piede calpestarono la sfera tanto odiata, distruggendola definitivamente. Corona cadde pietrificata e si trasformò in una canna verde.:- Ce l’avete fatta!. I quattro ragazzi erano tornati da Gianfranco che li accolse calorosamente. Ben presto i due fratelli dovettero tornare a casa, salutarono tutti tra abbracci e lacrime poi salirono in sella sulla loro bicicletta. Cambiarono la marcia e….SBANG! fecero di nuovo un volo venendo catapultati a terra. :- Ebbene? Dove siete stati?- Chiese la mamma infuriata:- Oh niente- risposero in coro i fratelli facendosi l’occhiolino-

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