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Alex Tiberi – Le fantastiche avventure di Noah e Ethan

Le fantastiche avventure di Noah e Ethan

Noah si incamminò nel bosco triste per la lavata di testa che la madre gli aveva
fatto. In quel periodo era un po’ ribelle e in piena adolescenza e accettava mal volentieri lo
studio e le regole. Come sempre gli succedeva, istintivamente andava nella radura
nascosta per poter ritrovare la sua serenità. Anche quel giorno si sdraiò sull’erba ai raggi
del sole e inizio a pensare intensamente al suo amico ETHAN che non tardò molto ad
arrivare.
Sentì la sua lingua liscia leccargli il viso e socchiudendo un occhio, vide il suo
enorme maestoso mantello bianco lucente sotto il sole di primavera. Felice e sollevato dal
suo arrivo il ragazzo gli montò in groppa e immediatamente il cavallo iniziò a galoppare.
Presa velocità, dispiegò le sue meravigliose e angeliche ali bianche e iniziarono un
nuovo volo nel loro fantastico mondo per un’altra delle loro straordinarie e uniche
avventure, ogni volta diverse, influenzate dagli stati d’animo di Noah.
Questa volta Noah era molto arrabbiato e si ritrovarono catapultati nel mondo
vulcanico dei demoni.
Noah non ebbe paura quando vide il guardiano della rabbia venirgli incontro.
Le istruzioni furono subito chiare: doveva coraggiosamente scendere nelle
profondità del vulcano più grande per trovare l’ultimo pezzo del puzzle che gli serviva.
Certo non sarebbe stato facile come nel mondo della gioia, tra gli angeli sulle
nuvole, dove seguendo le indicazioni dell’angelo guardiano TARA trovarono il primo pezzo
raffigurante le ali nere.
Nemmeno più spaventoso della volta in cui, dopo l’emozione della paura provata
per le botte dei bulli a scuola, si ritrovarono nel mondo dei fantasmi; quella volta fu difficile
capire le istruzioni del guardiano SPIRIT per trovare tra le tombe del cimitero il pezzo del
puzzle raffigurante la meravigliosa coda nera.
Forse un po’ pericoloso, come quella volta in cui l’amore provato per la fata
guardiana ALTEA gli giocò brutti scherzi, paralizzandolo nel mondo delle fate e non
riuscendo a resistere al suo fascino, faticando davvero molto a seguire le sue indicazioni
per trovare tra le rose il pezzo raffigurante il corno nero.
O come quella volta in cui, per colpa della sua tristezza, il suo amico ETHAN lo fece
atterrare nel mondo sottomarino comandato dal potente tritone DYLAN che lo fece
avventurare tra le profondità dell’oceano per trovare tra le conchiglie il pezzo raffigurante
la criniera che avevano nascosto le sue figlie sirene.
Il suo fidato amico ETHAN però, questa volta sentì la malvagità di IGOR che si
avvicinava a loro portandogli una corda, quindi scalciò e nitrì per allontanarlo ma Noah lo
rassicurò perché sapeva che senza l’ultimo pezzo del puzzle non avrebbero potuto aprire
la porta dell’ultimo mondo in cui era intrappolato il loro amico NATHAN.
Noah prese la fune che gli consegnò IGOR e la legò a una roccia sufficientemente
pesante che vide sul bordo del vulcano. Iniziò a calarsi nella voragine tra gli zampilli di
lava bollente che fuoriuscivano dal cratere. Scendeva sempre più in profondità, era
sempre più buio e più caldo. Arrivò alla base del vulcano e iniziò a camminare lungo una
caverna arida.
Ad ogni passo un demone spuntava all’improvviso per cercare di spaventarlo e
dissuaderlo dal proseguire. Dovette trovare tutto il coraggio che non sapeva di avere per
riuscire ad affrontare i demoni ed arrivare in fondo a quel tunnel. Quando finalmente arrivò
nella stanza, lo scrigno che NATHAN gli aveva mostrato in sogno era lì, di fronte ai suoi
occhi increduli. Chiuso. Passarono ore e molti tentativi prima di riuscire a ricordare il
codice per aprirlo, che aveva visto all’inizio del sogno.
Finalmente il segreto dell’identità del cavallo alato nero rapito era svelato: una
meravigliosa immagine della testa di NATHAN era contenuta all’interno di quello scrigno
tanto ricercato che finalmente completava il magico puzzle e che gli avrebbe permesso di
entrare nell’ultimo mondo per liberare finalmente NATHAN dalla sua solitudine.
Noah non credeva che tutto ciò fosse vero; risalendo lungo le pareti del vulcano
iniziò a fantasticare sulla felicità del suo amico ETHAN che avrebbe finalmente potuto
rincontrare suo padre. Anche i malvagi demoni gioirono nel vederlo tornare trionfante
verso la superficie sventolando fiero il pezzo di puzzle mancante e ETHAN iniziò a
galoppare verso di lui pieno di speranza e gioia di rivederlo.
Noah saltò in groppa al cavallo che immediatamente dispiego le ali bianche volando
nel cielo in direzione delle nuvole. Atterrati, Noah tirò subito fuori dal suo zaino di pelle tutti
i vari pezzi trovati durante i viaggi e iniziò a comporre la figura tanto attesa.
Non appena incastrò al centro l’ultimo pezzo mancante…. la magia ebbe inizio.
Un fascio potentissimo di luce gialla iniziò a fuoriuscire dal basso verso l’alto
aprendo un portale magico verso un mondo di pace. Oltrepassata la soglia si ritrovarono in
un luogo silenzioso e colorato, distese di erba verde e campi di fiori. Unicorni di ogni
colore svolazzavano felici. Avanzarono attratti dal gorgoglio dell’acqua di un ruscello.
NATHAN stava bevendo in solitudine lungo la riva. Noah istintivamente fischiò come suo
solito al cavallo per richiamarlo e NATHAN di scatto lo sentì e riconobbe immediatamente
quel suono a lui familiare e tanto caro.
I due unicorni leggendari iniziarono a correre l’uno verso l’altro sotto lo sguardo
estasiato di Noah che aveva finalmente portato a termine la sua missione: ricongiungere
padre e figlio dopo tutto quel tempo trascorso.
Quando i due unicorni si abbracciarono un meraviglioso arcobaleno illuminò tutto il
mondo incantato e Noah scoppiò in un pianto liberatorio mentre tutti gli altri unicorni
colorati festeggiavano nitrendo e scalciando dalla felicità.
Alla vista di quella scena, Noah si rese conto che lo scopo iniziale del loro viaggio,
quello di ritrovare e riportare NATHAN con loro nella radura, doveva essere modificato.
Nessun altro posto all’infuori di quello poteva essere migliore per la libertà e la felicità di un
unicorno. Vedendoli così felici nel loro habitat, circondati da loro simili, decise suo
malgrado di rinunciare al suo sogno di averli con sé nel mondo reale. Lasciarli lì sarebbe
stata la cosa migliore da fare per tutti. E il lieto fine di queste loro splendide avventure.
Istantaneamente si svegliò. Era nella sua stanza, nel suo letto, nella sua casa: la
voce della mamma gli ricordava che tra dieci minuti sarebbe passato il pullman della
scuola e lui doveva ancora prepararsi…
Era stato tutto un sogno? Noah era certo di no… ma se anche lo fosse stato, era
stato il sogno più bello della sua vita.

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